Vigne, ulivi, bosco e grano
In questa tappa la vegetazione si fa via via più variegata; a vigneti e uliveti si aggiungono tratti di bosco e di campi di grano. Anche le pendenze si alternano durante il percorso, che rimane comunque facile e piuttosto breve anche per il fatto che il mio capolinea si trova circa 3 km prima di Sant’Eramo, cioè alla masseria Galietti all’interno dell’omonima pineta.
La masseria è solitamente aperta sia al mattino che al pomeriggio, e siccome chiude un paio d’ore attorno a pranzo quando arrivo non c’è nessuno e mi metto ad aspettare nell’area pic-nic; se doveste scegliere di fermarvi qui, vi consiglio di comprare il pranzo a Cassano oppure di fermarvi alla masseria Amicizia, da cui si passa circa un paio d’ore dopo Cassano, dove ci si può far preparare un panino da asporto e fare rifornimento d’acqua.
Gianni, i fornelli e il compleanno santermano
La masseria è gestita dalla sezione locale delle Giacche Verdi, un’associazione di volontariato a metà tra protezione civile e ambientale che offre pernottamento gratuito ai camminatori; la parte ristrutturata contiene un piccolo baretto, un salone per eventi e una foresteria dotata di cucina, bagni con doccia, e letti comprensivi di lenzuola e coperte.
Vengo accolto da Gianni, presidente dell’associazione, che mi offre una birra di benvenuto e con cui chiacchiero all’ombra del cortile interno; mi informa che sarò l’unico ospite notturno, ma prima non sarò affatto solo: sono fortunato perché proprio quella sera è prevista una festa di compleanno molto movimentata.
Nel tardo pomeriggio non rinuncio a fare un giro del paese, che dista una mezz’oretta dalla pineta; arrivo all’ufficio turistico, che si affaccia sulla piazza principale, giusto in tempo per aggregarmi ad un tour del centro durante il quale Rita dello IAT ci accompagna alla scoperta delle curiosità locali, tra cui un vecchio enorme forno, una minuscola chiesetta, e alcuni storici palazzi.
Finito il giro è l’ora dell’aperitivo e non posso esimermi dal far visita ad una delle rinomate bracerie del posto, “Mimmo e Valeria”: al bancone della macelleria si scelgono i pezzi (bombette, braciole, gnumredd cioè involtini di interiora) che poi vengono cotti allo spiedo nel fornello (un forno a legna) e serviti nella sala al primo piano. Spuntino con ottimo rapporto qualità/prezzo.
Rientro alla masseria con l’ultima luce del crepuscolo e la festeggiata Claudia, una santermana di 30 anni, mi invita caldamente a partecipare al suo compleanno tra amici e familari, confermando la rinomata ospitalità pugliese; menzione speciale per la focaccia, i panzerotti e le mozzarelline del ricco buffet. Non manca la carne alla brace con le patate, ma non riesco a resistere sveglio fino alla torta: a una cert’ora metto i tappi nelle orecchie e vado a dormire mentre dall’altra parte del cortile la festa prosegue con la musica del DJ.
Non è tutto, perché al mattino presto Gianni è già operativo nel bar e mi augura buon cammino con un caffè e un cornetto. Buongiorno!


