Le statistiche parlano chiaro

Le stagioni migliori per mettersi in marcia sul Cammino Materano sono senz’altro la primavera e l’autunno, e guardando le statistiche che ogni anno vengono pubblicate ne abbiamo immediatamente la conferma: i mesi di aprile e maggio sono in cima alla classifica delle partenze, seguiti da settembre e ottobre e, più distanziati, da dicembre e agosto. Tuttavia, l’inverno non è affatto un’opzione da scartare.

Statistiche 2023

fonte: camminomaterano.it

Evitare i mesi più caldi

Le ragioni sono ovviamente legate alle condizioni meteo-climatiche: la temperatura estiva rischia di essere troppo elevata per godersi il cammino, e può diventare un serio ostacolo soprattutto perché ci sono pochi punti in cui fare rifornimento di acqua e alcune tappe, di cui parlo nel mio resoconto, sono prevalentemente prive di qualsiasi riparo dal sole. Questo significa che quasi ogni mattina dovrete mettervi sulle spalle anche tutta l’acqua di cui avrete bisogno durante la giornata.

La prima parte della primavera vi offrirà inoltre lo spettacolo della fioritura e dei campi di grano pronti alla mietitura; sugli alberi troverete ad attendervi anche un buon numero di ciliegie in maturazione da cui poter attingere di tanto in tanto.

Il Cammino Materano d’inverno: una buona scelta

Dopo aver percorso le prime due vie (la Peuceta e l’Ellenica) nel pieno della primavera, ho scelto di percorrere la via Lucana in inverno durante le feste natalizie, proprio a cavallo di Capodanno.

Si è rivelata una scelta azzeccata sotto tutti i punti di vista: a livello meteo sono stato fortunato perché non ho mai avuto pioggia. Ovviamente bisogna essere adeguatamente attrezzati ed essere pronti ad aver a che fare con le temperature della stagione, ma le giornate di cammino sotto il sole si sono rivelate sovente anche più piacevoli rispetto alla stagione calda; per di più non c’è la necessità di iniziare a camminare all’alba per evitare il solleone. Anzi, per godere al massimo del sole ho preferito iniziare le tappe con tutta calma, tra le 8 e le 10 a seconda delle giornate, e ho sfruttare al massimo il tepore del sole invernale e terminato le tappe comunque ben prima del tramonto.

In più di un’occasione, soprattutto nei fondovalle dove c’è meno vento, ho camminato solo con una maglietta tecnica a maniche lunghe.

Aggiungo che capitare a Matera sotto Natale è una bella esperienza, con i mercatini e il celebre presepe vivente a cui consiglio di dedicare almeno mezza giornata.